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Lettura condivisa - "Il Rosso e il Nero" di Stendhal

La Lettura condivisa di ottobre con il Gruppo Thriller Storici e Dintorni.


Il Rosso e il Nero di Stendhal

Stendhal ci porta attraverso alcuni microcosmi della sua epoca anticipando con il suo realismo e l’intreccio psicologico la narrativa moderna: dalla piccola provincia francese del dopo Napoleone con i suoi intrighi; ai seminari religiosi dove più che la fede trionfano il servilismo, l’invidia e l’arrivismo; ai salotti di una nobiltà restaurata ma decaduta nei valori. Il giovane Sorel è un personaggio dai due volti, costantemente tormentato, nel quale la passione e la freddezza si alternano con, oserei dire, inspiegabile rapidità, così come duplice sarà il suo amore verso le due donne che ne attraverseranno il destino. Il disegno psicologico di Stendhal descrive bene anche le due co-protagoniste. La prima, donna più matura rispetto al giovane Sorel, rispecchia forse la tradizionale condizione di sottomissione della donna all’uomo, al marito. La secondo incarna invece quel senso di ribellione, di riscatto della propria indipendenza e autonomia che comincia a farsi largo nel mondo femminile di quell’epoca. Entrambe vengono comunque travolte dall’amore, o meglio dalla passione e ne rimarranno sconvolte come il giovane Julien, che sacrificherà ogni sua ambizione sull’altare di un onore che riemerge costantemente nel fondo del suo animo e mostra tutta la sua (inutile) nobiltà. Il tutto in un alternarsi di sentimenti contraddittori che forse può essere sintetizzato nel contrasto tra Rosso e Nero, titolo del romanzo anche chiamato forse a simboleggiare il rosso della Rivoluzione ed il nero del potere ecclesiastico, le cui rispettive influenze emergono costantemente lungo tutta la storia. Tutto il romanzo è pervaso a mio parere comunque di una sottile angoscia che fin dalle prime pagine fa presagire la funesta fine del protagonista. La lettura è difficile. La narrazione è a volte tortuosa, a volte prolissa, si dilunga in descrizioni e particolari che molto alla larga interessano la storia narrata. I pensieri e le emozioni dei protagonisti si susseguono continuamente e fra questi a volte compare anche lo stesso autore che si rivolge direttamente al lettore. Difficile, ripeto, per chi legge e scrive oggi Ammetto la difficoltà ad arrivare fino in fondo e adesso capisco le contraddizioni della critica su quello che comunque può essere considerato un capolavoro della letteratura dell’800

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